Il foodblog di www.castione.ch

lunedì, ottobre 16, 2006

Sua maestà il re

La nostra sarà anche una società globalizzata in cui il virtuale sta soppiantando tutto ciò che è concreto e materiale, ma quando c'è di mezzo la buona cucina facciamo tutti un sano passo indietro. O meglio, tutti forse no, altrimenti al mercato la concorrenza sarebbe eccessiva e i prezzi insopportabili (quindi, ben vengano i McDonald, nuovo oppio dei popoli).
Nei menu dei ristoranti spopola la selvaggina, ma fatti due conti si capisce che difficilmente il filetto di capriolo che ci presentano nel piatto ha mai visto un bosco - non di questo continente almeno: meglio ricorrere al buon cuore di qualche parente o conoscente con il congelatore stracolmo e qualche quarto di animale ancora da sistemare.
Il tema del giorno è però un altro. Passati i turisti, passati i cacciatori, i boschi diventano per un mese o poco piú il regno incontrastato dei fungiàtt, esseri dalla vista acutissima (per localizzare le prede) e dall'udito ancor piú fino (per sentire i passi di importuni estranei e evitarli a tempo, prima di svelare il "posto segreto"). La preda è lui, il boletus edulis, conosciuto ovunque come il re dei funghi, il porcino.
Chi ha provato anche solo una volta a cercarlo è puntualmente giunto alla conclusione che gli esseri umani di distinguono non tanto per sesso o religione o colore della pelle o altre fesserie del genere, ma fra chi i porcini sa trovarli, e chi non li trova manco se li calpesta o ci inciampa sopra. Questi ultimi sono destinati all'esistenza misera di chi è condannato a poter mangiare un piatto di funghi solo al ristorante (con tutti i dubbi che ne conseguono) o grazie al buon cuore di un fungiàtt (e capita assai di rado).
Per tutti gli altri ecco una ricetta che spiega cosa fare dei quintali di porcini di cui Madre Natura ci ha fatto omaggio.

Porcini trifolati
ricetta per 2 persone

porcini secondo la capacità del proprio stomaco
olio extravergine di oliva (di gusto delicato)
1 spicchio di aglio
peperoncino
1/2 bicchiere di vino bianco
prezzemolo
(ev. panna)

Preparazione:
tagliare i funghi a pezzi o affettarli;
sciogliere il burro, aggiungervi l'aglio e il peperoncino tritati e far saltare i funghi a fuoco vivace
bagnare con il vino bianco e far evaporare l'alcool; coprire e cuocere a fuoco lento per 5 minuti;
quando la salsa si è addensata (se è necessario aggiungere un poco di acqua tiepida, oppure la panna) togliere dal fuoco e aggiungere il prezzemolo tritato;
portare in tavola e servire come contorno di un filetto, meglio se di selvaggina.

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martedì, ottobre 03, 2006

Primo

Come si avvia un blog? Non ne ho la piú pallida idea. Il classico "Prova" mi sembra altrettanto squallido dei saluti ("Hi", Ciao", "Eccomi qui": e chi se ne frega se sei qui, nessuno ti aspettava!).
D'altra parte non devo vendere nulla, quindi non sono costretto a allettare gli ipotetici visitatori, né a convincerli di risparmiarmi insulti e uova marce.
A proposito di uova ... andiamo sul gastronomico. È stagione di selvaggina, e per quanta pena mi faccia il pensiero di quei teneri bambi accoppati a fucilate non posso trattenermi dall'immaginare una sella di capriolo su un letto di castagne caramellate, funghi in umido e spätzli all'uovo. Come un'onda in piena l'acquolina sommerge ogni residuo senso di colpa, ma so anche essere umano: se fate i bravi fra qualche giorno pubblico le foto della suddetta sella.
E a proposito di sella, un altro tema: la bicicletta, ecco! Perché le calorie bisogna prima accumularle ma poi anche smaltirle. La prossima domenica le persone di buona volontà inforcheranno la bici per celebrare con i dovuti crismi il Gianetti Day, il gran giorno del ciclismo dilettante. Centinaia di pedalatori percorreranno le strade del Ticino fra agonismo e agonia. Forse ci sarò anche io. Nel secondo gruppo. Se non piove.
Alla prossima